Mostre di artisti italiani nei musei cinesi
Pechino, Guardian Art Center, 15 dicembre 2025. Da destra: James Rubin, Daniel Sluse, Qu Liangchen e, quinta da destra, Jeannie Toschi Marazzani Visconti, protagonisti del progetto Beyond the Mirror.
Un progetto nato tra Europa e Cina
La storia della Galleria Rubin in Cina è nata da una lunga amicizia e collaborazione con Daniel Sluse, già direttore dell’Académie Royale des Beaux-Arts di Liegi. È stata Jeannie Toschi Marazzani Visconti a presentare molti anni fa Daniel Sluse a James Rubin, dando origine a un rapporto professionale che, nel tempo, ha aperto nuove possibilità di collaborazione internazionale.
Da molti anni Sluse intrattiene rapporti con la Cina e con le sue istituzioni culturali. Attraverso di lui James Rubin ha conosciuto Qu Liangchen, imprenditore cinese e fondatore del gruppo ADGY/Freestart. Nel 2023 Liangchen è venuto a Milano e, durante l’incontro con la Galleria Rubin, ha preso forma l’idea di portare in Cina un importante nucleo di opere degli artisti con cui la galleria ha lavorato nel corso di quasi trent’anni.
Una piattaforma per l’arte tra Europa e Cina
Le strutture ADGY/Freestart in Cina sono dedicate alla logistica, alla conservazione e alla presentazione delle opere d’arte. La possibilità di accogliere opere provenienti dall’estero in spazi attrezzati e in regime doganale ha offerto alla Galleria Rubin una condizione particolarmente favorevole: le opere hanno potuto raggiungere la Cina ed essere conservate e presentate a istituzioni e collezionisti prima della loro eventuale importazione definitiva.
Questa infrastruttura ha reso possibile un progetto di lungo periodo: la presenza in Cina di un importante nucleo di pittura italiana contemporanea.
È quindi iniziato un lungo lavoro di selezione e di dialogo con gli artisti. Sono state riunite oltre cento opere, quasi tutte di grande formato. Nella primavera del 2024, dopo mesi di preparazione e una complessa organizzazione logistica, le opere sono partite da Milano alla volta della Cina.
Guardian Art Center, Pechino. Foto: N509FZ / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/). Immagine non modificata.
Pechino: Beyond the Mirror
Il primo grande approdo pubblico del progetto è stato Pechino. Il 15 dicembre 2025 si è inaugurata al Guardian Art Center Beyond the Mirror, esposizione dedicata alla pittura figurativa italiana contemporanea, che è rimasta aperta fino al 10 marzo 2026.
Situato nel centro di Pechino, nelle immediate vicinanze della Città Proibita, il Guardian Art Center è un centro dedicato all’arte e alla cultura contemporanea, progettato dall’architetto Ole Scheeren.
Beyond the Mirror, Guardian Art Center, Pechino, 2025–2026. Veduta dell’allestimento.
La mostra ha riunito undici artisti legati alla storia della Galleria Rubin:
Andrea Chiesi, Valentina D’Amaro, Giovanni Frangi, Letizia Fornasieri, Massimo Giannoni, Alessandra Giovannoni, Raffaele Minotto, Alessandro Papetti, Tommaso Ottieri, Francesco Santosuosso e Velasco Vitali.
Il progetto ha presentato al pubblico cinese differenti declinazioni della pittura figurativa italiana contemporanea, attraverso artisti con i quali la galleria ha costruito rapporti nel corso di quasi tre decenni.
Intervento di James Rubin durante il vernissage della mostra.
LA VISITA DEL MINISTRO DELLA CULTURA italiano
Il 5 febbraio 2026, in occasione della sua visita ufficiale a Pechino, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha visitato Beyond the Mirror al Guardian Art Center, accompagnato dall’Ambasciatore d’Italia in Cina Massimo Ambrosetti e da Federico Roberto Antonelli, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino.
LUXUN
Dopo l'esperienza al Guardian Art Center, il progetto prosegue in Cina con una nuova esposizione presso la Lu Xun Academy of Fine Arts Art Museum di Shenyang.
La nuova tappa rappresenta la prosecuzione di un percorso iniziato con l'arrivo delle opere in Cina e sviluppatosi attraverso la collaborazione tra Galleria Rubin, ADGY/Freestart e le istituzioni artistiche cinesi.
La storia continua.