Martedì 20 febbraio 2018, ore 18,30     -      SPAZIO BIG SANTAMARTA, via Santa Marta, 10 Milano

 

Galleria Rubin

organizza la presentazione del libro

"La rete italica. Idee per un Commonwealth"  di  Niccolò d’Aquino

Interverranno

Piero Bassetti - Niccolò D’Aquino - Giancarlo Lacchin  - Mauro Magatti - Christian Marinotti

Nell’era della globalizzazione che fine farà la cultura italiana e, più in generale, quell’insieme di arte, gusto, stile, artigianato e imprenditoria di qualità, ma anche di eccellenza gastronomica che danno vita alla straordinaria e unica “Italian way of life”?

L’Italia ha davvero a disposizione un soft power che la mette al primo posto tra le potenze culturali del mondo?

Rispetto a queste domande, una proposta nuova emerge nella tesi di La rete italica, Idee per un Commonwealth, declinata nel libro del giornalista Niccolò d’Aquino. Il volume raccoglie cronologicamente oltre venti anni di testi, saggi e articoli che testimoniano la nascita e lo sviluppo di «un’idea che può farsi progetto politico».

Con l’autore ne parleranno: Piero Bassetti, presidente di Globus et Locus, Giancarlo Lacchin, docente di Estetica della Statale di Milano-Collegio di Milano. Mauro Magatti, docente di Sociologia della Cattolica di Milano, Christian Marinotti, docente di Storia dell’Arte del Politecnico di Milano.

Non tutti se ne sono ancora accorti ma la cultura italiana viene trasmessa e sviluppata in giro per il mondo non solo più soltanto da italiani ma anche da quella categoria nuovissima e variegata che - partendo dalle intuizioni di Piero Bassetti, oggi riconosciute come fondamentali dallo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - è stata definita “italica”. Nei cinque continenti ci sono almeno 250-300 milioni di persone, che hanno modi di affrontare e vivere la quotidianità riconducibili alla millenaria tradizione italiana del bello, esploso e impostosi in Italia e da qui in Europa nella straordinaria stagione del Rinascimento per arrivare ai giorni nostri, dove continua ad arricchire, ibridandole, le culture di altri territori e mercati. Questo ruolo con quale quadro istituzionale e politico può essere affrontato?

I politici persi dietro mille beghe, sapranno cogliere questa occasione storica per proiettare, sviluppare e ibridare nel Terzo Millennio l’inimitabile savoir faire italico?