Sentire attraverso l’arte contemporanea. Il piacere dell’arte non passa solo per la vista. Ma anche per il tatto, l’udito, l’olfatto. Questa l’idea di partenza di Love at first touch, un progetto espositivo dedicato anche a un pubblico non vedente - promosso dal Lions Club di Monticello, in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, l’Associazione Culturale Erodoto e la Galleria Rubin di Milano - che inaugurerà il 5 giugno nell’ex chiesa di San Francesco a Como. Protagonista della mostra, che si propone di diventare un appuntamento fisso che possa ospitare di volta in volta diversi artisti, sarà lo scultore altoatesino Gehard Demetz (Bolzano, 1972). Dalla Val Gardena dove vive e lavora, Demetz si è imposto all’attenzione della scena italiana e internazionale con sculture di bambini e adolescenti, dai corpi esili e incerti e i volti imbronciati, realizzate assemblando piccoli tasselli in legno di tiglio.
Schiocci di merli, frusci di serpi
di Cecilia Antolini
Del bambino hanno le proporzioni corporee, gli arti smilzi, la levigatezza del volto. Le sculture attraverso cui la ricerca di Gehard Demetz si snoda ormai da anni del bambino hanno anche le sembianze, ma quello che sanno trasmettere rimane molto lontano dalla leggerezza di cui solo l’infanzia è capace. L’oggetto in questione non è il gioco, non è la spensieratezza: nessuna concessione a tenerezza e retorica da età dell’innocenza. Quello che Demetz osserva, e sa mettere in scena con un’efficacia tale da rendere le sue sculture riferimenti più che solidi nel panorama dell’arte, è il fluire serissimo della vita che con il suo garbuglio di possibilità caratterizza l’infanzia come momento tanto esclusivo quanto tragico. Sempre sotto scacco, condannato ad essere colto e compreso sempre e solo una volta conclusosi. Ipnotizzati dal proprio destino in una sorta di tensione già nostalgica verso se stessi, i piccoli protagonisti dei lavori non nascondono una forma di silente aggressività, un’energia ipogea che spinge e prepara una reazione probabilmente inesorabile quanto inattesa.
Tutto il suo lavoro cresce, concettualmente ma anche materialmente, intorno a vuoti e parti mancanti che, proprio in quanto tali, sono costitutive dell’insieme. È un’estetica frammentaria quella in cui prendono corpo le sculture che, con il loro carattere modulare e parcellizzato, restituiscono non a caso un’idea tanto di produzione quanto di decostruzione. Non si potrebbe nemmeno dire esattamente se siano sul punto di sgretolarsi o prender corpo. Il non-finito, cifra estetica ormai stabilita in Demetz, è enfatizzato e impreziosito dalla dolce precisione con cui sono lavorate alcune parti (che finalmente è dato in parte accarezzare!), diventando figura esistenziale di ogni opera. Quel retro spigoloso, forse indice di interiorità, certo tornasole di una tecnica e del suo carattere tuttaltro che neutro, rimane sempre in attesa di una fine che completi, di un fine che compia.
L’idea di un’espressività celata, persino castrata, con il richiamo a zone d’ombra significative e potenti, tornano in modo del tutto diverso nei lavori più recenti. Indagando una sorta di iperdecorazione che, come una maschera o una gabbia, racchiude il volto dei suoi personaggi, l’artista ha aperto un filone nuovo della sua ricerca. I piccoli protagonisti hanno troncato qualunque legame con il mondo degli adulti; non giocano più con strani utensili né si riferiscono a loro attraverso i titoli dei lavori. La condanna all’incomunicabilità è ora più spietata che mai, così come è intensificato il costante dualismo tra attraente ed ostile, nascosto e svelato. Schermate ma non protette, le figure scoprono una bellezza differente, decorativa, floreale quasi liberty, che peculiarmente si fonde con quel loro splendore un po’ lugubre. Il risultato condivide l’eleganza composta del percorso precedente, unendo ad una tenace coerenza il coraggio, prezioso e non sempre comune tra i giovani artisti, di inseguire variazioni anche all’interno di un repertorio a lungo apprezzato.
Como, ex Chiesa di San Francesco
viale Lorenzo Spallino 1
orari:dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00;
sabato e domenica dalle 10.30 alle 19.00 orario continuato.
Entrata libera
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