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Robert Rauschenberg. Photographs
08 April 1999 - 15 May 1999

Dopo la mostra di grandi opere della serie Anagrams con cui è stata inaugurata la galleria Lawrence Rubin nel gennaio del ’98, torna a Milano Robert Rauschenberg con 30 fotografie in bianco e nero. Rauschenberg è fra gli artisti di questo secolo quello che ha maggiormente sperimentato l’uso di tecniche, materiali e forme d’espressione passando dalla pittura alla scultura, dai combine alla fotografia, dalla danza alle performances. Straordinario inventore ed esploratore ha i suoi antecedenti in Man Ray e Duchamp.
La fotografia è da sempre uno dei mezzi essenziali usati dall’artista per la fusione di immagini, un mezzo di indagine fondamentale per capire come vengono percepite, selezionate e combinate le informazioni visive. Le fotografie, immagini sue o di altri, resteranno sempre un cardine del lavoro rauschenberghiano, in particolare nelle opere realizzate a partire dagli anni 70, anni in cui (dopo alcuni problemi sorti rispetto alla paternità delle immagini) ritornò all’utilizzo di propri scatti.
Il suo interesse per questo mezzo iniziò intorno alla fine degli anni 40, ispirato da due docenti del Black Mountain College, Larsen Archer e Siskind. La sua ambizione di allora, secondo le sue parole, era quella di ”fotografare centimetro per centimetro, in scala reale, tutti gli Stati Uniti”. La selezione qui presentata parte da alcune immagini del ’49, anno in cui arrivò a New York, che testimoniano della vicinanza all’Espressionismo Astratto con bianchi e neri fortemente contrastati che richiamano la fusione di gesto e pittura propria dei lavori di Kline e De Kooning. Seguono alcune fotografie relative al soggiorno romano che Rauschenberg fece nel ‘52 in compagnia di Cy Twombly. Altre immagini in cui si riconoscono alcuni dei suoi compagni di strada come Jasper Johns e il già citato Twombly, e fotografie scattate nel corso di numerosi viaggi.
In questi lavori, come del resto in tutta la sua vasta opera, traspare un sofisticato e allo stesso tempo immediatamente leggibile background multiculturale e uno spiccato spirito umanistico, reso manifesto dalla sensibilità dello sguardo sulla condizione umana. L’uomo infatti appare essere, nella sua interezza o in dettaglio, centrale a tutta la sua opera, una figura umana presente anche nell’assenza laddove vi sono oggetti che ne rimandano la memoria: una sedia, un ombrello…
Un particolare significativo a sottolineare l’importanza di questa mostra: le prime opere di Rauschenberg ad essere acquistate da un museo furono due fotografie che nel 1952 Alfred Steichen scelse per il Museum of Modern Art di New York.

Catalogo in galleria

NEW - GALLERIA RUBIN RELOCATED: via Santa Marta, 10 - Milan